Illecito endofamiliare: il genitore che si è dimostrato disinteressato nei confronti dei figli è tenuto a pagare in favore degli stessi il risarcimento del danno.

Il Tribunale di Cassino, con la sentenza n. 832/2016, pubblicata il 15.06.2016, ha condannato un padre al risarcimento del danno non patrimoniale per abbandono morale della figlia minore, quantificato nella misura di € 52.000,00, ribadendo quanto già affermato dalla giurisprudenza di legittimità in merito al risarcimento dell’illecito endofamiliare.

Nella giurisprudenza di legittimità è stata enucleata la nozione di “illecito endofamiliare” che si riferisce ai comportamenti illeciti tenuti da un componente della famiglia nei confronti di un altro soggetto dello stesso nucleo, e, di conseguenza, possono riguardare sia i rapporti fra i coniugi che i rapporti fra i genitori e figli (Cass. Civ. n. 26205/2013; Cass. Civ. n. 5652/2012; Cass. Civ. n. 18853/2011). Continua a leggere

L’adulterio commesso abitualmente nella casa familiare può configurare il reato di maltrattamenti in famiglia (Corte di Cassazione, Sez. III Penale, 3.04.2017, sentenza n. 16543). – Studio Legale OSS

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Una recente pronuncia della Suprema Corte, Sezione III Penale, n. 16543 del 3 Aprile 2017, ha ritenuto sussistere il reato di maltrattamenti in famiglia, ex art. 572 c.p., nella condotta del marito il quale, avendo intrattenuto una relazione adulterina all’interno della casa coniugale, aveva provocato sofferenza ed umiliazione alla moglie.

Il reato in questione punisce chiunque, fuori dei casi indicati nell’art. 571 c.p., maltratta una persona della famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte. Continua a leggere

LA NULLITA’ DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE NON REGISTRATO – Cassazione Civile Sezione III, Sentenza 13/12/2016, n. 25503

La sentenza in esame innerva la specifica questione relativa all’inquadramento, rectius all’esatta identificazione patologica, della fattispecie giuridica costituita dalla mancata registrazione di un contratto di locazione di immobile ad uso non abitativo.

Orbene, ripercorrendo – lapidariamente – lo svolgimento processuale, è agevole riscontrare come parte attrice adiva l’Autorità Giudiziaria di Ravenna al fine di ottenere la risoluzione di un contratto locatizio, con contestuale richiesta risarcitoria del danno sofferto derivante da illegittima occupazione, cagionato dal convenuto, resosi gravemente inadempiente all’obbligazione fondamentale ex art 1587 c.c., per non aver “dato il corrispettivo nei termini convenuti“, propria del conduttore. Continua a leggere

RIFORMA PENALE: dopo la fiducia posta dal Governo la Camera approva il disegno di legge già votato dal Senato il 17 marzo 2017.

Ecco in breve alcuni punti salienti della riforma, da più parti criticata:

  • Diritto sostanziale: la riforma introduce una nuova causa estintiva dei reati, modifica il regime della prescrizione dei reati, e inasprisce il trattamento sanzionatorio per i reati di furto, rapina e scambio elettorale politico-mafioso.
  • Diritto processuale: la riforma interviene, fra gli altri, sulla disciplina della incapacità dell’imputato a partecipare al processo, del domicilio eletto, delle indagini preliminari (in particolare in materia di intercettazioni), e dell’archiviazione.

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Assegno di Divorzio. Nuovi criteri di determinazione dell’assegno divorzile

Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, vengono meno tutti i diritti e obblighi nascenti dal matrimonio, permanendo, ovviamente, in presenza di figli minori, l’esercizio della responsabilità genitoriale, con i relativi diritti e doveri da parte di entrambi gli ex coniugi, fra questi la corresponsione dell’assegno di divorzio. Continua a leggere

Sentenza Cassazione: Assegno di divorzio

È nullo l’accordo con il quale due coniugi pattuiscono in merito all’assegno di divorzio: è quanto ribadisce la Corte di cassazione nella sentenza n. 2224 del 30 gennaio 2017. Il caso esaminato dalla Suprema corte riguardava due ex coniugi: il marito, imprenditore cinematografico, e la moglie casalinga. In sede di pronuncia del divorzio al Tribunale di Milano, il marito venne gravato di un assegno mensile di 3mila 300 euro a favore del coniuge e di un assegno mensile …